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Le nostre procedure - Approfondimenti

  • Drug eluting stents. Overview and impact on interventional vascular medicine
    Martin B. Leon
  • Rapamycin: RAVEL update 
    Thierry Lefevre 
  • Rapamycin: SIRIUS trials update
    Jeffrey Moses
  • Rapamycin: FIM 2-year follow-up and ISR studies
    Alexandre Abizaid
  • Rapamycin: Bifurcational lesions Trial
    Antonio Colombo
  • Drug Eluting Stents
    Antonio Colombo
Oggi nel campo della cardiologia interventistica il problema principale dopo l'impianto dello stent è quello della restenosi, che si verifica nel 20-35% dei casi entro 6 mesi dall'impianto. In alcune persone, come pazienti con diabete mellito, tale percentuale sale in media al 40%. 

La restenosi conseguente all’impianto di stent è dovuta ad un processo di eccessiva cicatrizzazione (simile a quello che si verifica a livello della cute quando si forma un cheloide). Infatti, la restenosi avviene quando la cicatrizzazione, innescata dal trauma sulla parete del vaso indotta dall'impianto di stent, va oltre la normale riparazione della parete del vaso. Più specificamente, questa eccessiva cicatrizzazione è determinata della eccessiva proliferazione delle cellule muscolari lisce della parete del vaso che, oltrepassando le maglie dello stent, ne invadono il lume.

Il Sirolimus e' un agente antiproliferativo, citostatico, approvato in Italia ed utilizzato clinicamente per la prevenzione del rigetto di trapianto renale. Tale farmaco è stato incorporato sulla superficie dello stent legato ad un microfilm di un polimero di materia plastica che lo riveste.

La quantità di Sirolimus che risulta disciolta nel sangue, quindi il suo effetto sistemico potenziale, una volta impiantato lo stent, è praticamente minimo (dosaggio 100 volte inferiore) rispetto alle dosi che si hanno in uso clinico, in caso di trattamento cronico (per la prevenzione di rigetto del trapianto renale) per cui anche le controindicazioni che si devono normalmente seguire per l'uso del farmaco con dosaggio sistemico vengono praticamente a cadere.

L'impiego di stent ricoperti da Sirolimus ha il duplice scopo di mantenere aperto il lume arterioso e di rilasciare lentamente nelle due, tre settimane successive all’impianto il farmaco che dovrebbe impedire la formazione di una nuova stenosi dell’arteria attraverso la sua azione antiproliferativa cellulare.

Grazie a questo nuovo stent, un numero sempre maggiore di pazienti potranno evitare il by-pass aorto-coronarico, un intervento chirurgico invasivo e molto demolitivo per cui occorre aprire il torace e mandare il paziente in arresto cardioplegico e in circolazione extracorporea.


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