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Le nostre procedure - Gli stent e le moderne tecniche di intervento

Staff Alla base dei trattamenti di angioplastica vi è una moderna tecnologia che consiste nell'introdurre una microsonda attraverso la puntura dell'arteria della gamba (femorale) o in quella del braccio (radiale o brachiale).

Per risolvere problemi circolatori derivanti dalla formazione di placche aterosclerotiche o calcifiche in un'arteria, è possibile dilatare l'arteria malata gonfiando un "palloncino" al suo interno, riportandola alla funzionalità necessaria per una ottimale circolazione del sangue.

Flusso del sangue
Analisi del flusso del sangue con l'utilizzo del Doppler intracoronarico
Un altro metodo utilizzato prevede l'impianto di "stent".

Si tratta di speciali retine metalliche che, con l'ausilio del "palloncino", vengono posizionate stabilmente a ridosso delle pareti delle arterie, mantenendole "aperte" al passaggio del sangue.

Visione interna di un'arteria con l'ausilio dell'ecografia intravascolare
Sono disponibili stents ricoperti da farmaci in grado di prevenire la restenosi (recidiva di restringimento nella zona trattata)

Altri trattamenti prevedono l'utilizzo di varie forme di aterectomia per eliminare la placca dalla zona ostruita o di fili guida o sonde particolari per l'attraversamento di arterie completamente occluse.

Le procedure di angioplastica sono per loro natura poco invasive e psicologicamente ben tollerate dalla maggior parte dei pazienti.

Un anestesista, presente durante la procedura, garantisce il livello sedativo ottimale per ogni caso specifico.
Una procedura di angioplastica può durare da 30 minuti a 2 ore circa, mentre una coronarografia dura normalmente circa 30 minuti.
Il paziente viene, nella maggior parte dei casi, dimesso il giorno successivo al trattamento ed è in grado di riprendere subito le proprie attività.

Arteria malata: occlusione parziale prima del trattamento Subito dopo l'intervento di angioplastica: l'arteria è libera




Trattamento delle patologie valvolari aortiche per via percutanea - TAVI

Sostituzione percutanea della valvola aortica per pazienti non candidati alla procedura chirurgica e portatori di stenosi valvolare aortica severa

TAVI (impianto di valvola aortica transcatetere): procedura salvavita
I risultati dello studio PARTNER, presentato al meeting TCT 2010 di Washington, DC, hanno dimostrato una riduzione significativa della mortalità ad un anno nei pazienti trattati con TAVI (impianto di valvola aortica per via percutanea) rispetto ai pazienti trattati con terapia medica e valvuloplastica aortica con pallone.
I risultati positivi della TAVI sono piuttosto impressionanti: il NNT (numero di pazienti da trattare) per salvare una vita era di 5.
Dalla conclusione dello studio PARTNER, i progressi nel sistema di rilascio della valvola TAVI sono piuttosto evidenti.
In Europa il più piccolo introduttore femorale disponibile per la valvola Edwards Sapien è di 18/19 French e il nuovo catetere di rilascio della valvola Medtronic CoreValve consente un posizionamento più preciso.
L'esperienza dell'equipe milanese, che lavora presso l'ospedale San Raffaele e la Clinica Columbus di Milano, annovera ad oggi più di 250 pazienti trattati, con una mortalità a 30 giorni inferiore al 5%.
La procedura è effettuata nella maggior parte dei pazienti tramite accesso femorale percutaneo. Nei pazienti in cui non è praticabile l'accesso percutaneo femorale, è possibile impiantare la CoreValve tramite approccio transascellare.
La maggior parte delle procedure è eseguita in anestesia locale e normalmente i pazienti sono dimessi dopo tre giorni dall'impianto.
Gli esami per valutare la fattibilità dell'impianto includono una Tomografia Computerizzata Multistrato del sistema vascolare, un'Ecografia Transtoracica e, se necessario, un'Ecocardiografia Transesofagea.
Se tali esami non sono disponibili al momento del ricovero possono essere effettuati in ospedale in uno o due giorni, seguiti dalla procedura il terzo giorno.





Trattamento della insufficenza mitralica per via percutanea.

Trattamento della insufficienza mitralica della via percutaneacon sistema e-valve - MitraClip

MITRACLIP: Trattamento percutaneo dell'insufficienza mitralica
Sebbene la terapia chirurgica sia il trattamento standard preferito dell'insufficienza mitralica, in alcuni pazienti il rischio associato all'intervento chirugico è troppo elevato.
Una soluzione a basso rischio è la procedura per via percutanea con il sistema MitraClip.
Il dispositivo MitraClip riproduce la tecnica chirurgica "Alfieri": al fine di correggere il reflusso, i lembi della valvola vengono "pinzati" in corrispondenza della sede di rigurgito mediante una clip rilasciata da un sofisticato sistema ecoguidato in 3D.
I risultati dello studio EVEREST, presentati durante l'ACC Meeting a marzo 2010, hanno dimostrato che il sistema MitraClip è più sicuro della terapia chirugica e ha una efficacia similare in pazienti selezionati.
In Europa tale procedura è praticata in centri selezionati e da operatori specializzati.
La nostra equipe è stata coinvolta fin dagli albori del progetto ed oggi è uno dei centri leader in Europa.
L'esperienza dell'equipe milanese, che lavora presso l'ospedale San Raffaele e la Clinica Columbus di Milano, annovera ad oggi più di 50 pazienti, con una mortalità a 30 giorni inferiore al 2%.
La procedura è effettuata in tutti i pazienti tramite accesso femorale percutaneo, in anestesia generale per facilitare la tollerabilità dell'eco transesofageo.
Il disposivo MitraClip è principalmente utilizzato in pazienti con insufficienza mitralica funzionale. Tuttavia, possono essere trattati efficacemente anche pazienti con prolasso valvolare.
In base alle condizioni sopracitate, la degenza ospedaliera è di circa 4 giorni. Lo screening si basa su di un'Ecocardiografia Transesofagea a meno che altri esami siano ritenuti necessari per completare la diagnosi.
In molti casi, i pazienti sono dimessi due giorni dopo la procedura.

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Le nostre procedure - Sostituzione valvolare aortica percutanea


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